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Un Territorio da scoprire

Sport

Si parte dall’acqua, con la vela, il windsurf e il kitesurf. Su 365 giorni l’anno, la vela agonistica fa la parte del leone con i suoi quattro circoli velici e uno legato al windsurf che lasciano pochi giorni liberi al calendario degli eventi internazionali messi in campo. Arrampicata, arrampicata sportiva, canyoning, torrentismo, mountain bike, ciclismo su strada, downhill, uphill, calcio e calcio a cinque, basketball, tiro con l’arco, atletica, danza e fitness, nordic walking, running, ginnastica, pallavolo, pattinaggio a rotelle, rugby, tennis, parapendio, nuoto, trekking, orienteering, equitazione, canoa e naturalmente jogging.

Enogastronomia

Una terra ricca di prodotti ed eccellenze gastronomiche, alle quali ben si accompagnano i frutti delle viti, sia prodotti da uve bianche sia rosse o passite. Senza dimenticare l’acqua, che in questa terra ricca di montagna è presente ovunque. E, ovviamente, la grappa, altro prodotto nobile trentino che quasi tutte le cantine hanno nella loro produzione.

Ricette? Tantissime, dai canederli di formaggio e spinaci a quelli con ripieno di speck conditi al burro fuso, dagli gnocchi alle erbe alla punta di vitello con miele e crauti fino alla tipica "carne salada" del Garda trentino, gustabile sia cruda con uno spruzzo di limone e scaglie di formaggio (stile carpaccio) o cotta con fagioli. Senza dimenticare i piatti tipici della cacciagione, come il cervo con polenta accompagnato da funghi porcini. 
Una varietà di pietanze infinita alle quali si accompagnano i robusti rossi della Vallagarina o della Valle dell’Adige come Merlot o Marzemino, vini rossi che prima del pasto principale possono essere preceduti da prosecco oppure dai rosati leggeri in abbinamento agli antipasti classici.

Dalle mele della val di Non con cui fare lo strudel, il dolce tipico trentino, ai piccoli frutti come fragole, lamponi, mirtilli e ribes con cui "condire" ad esempio il gelato, fino ai presidi slow food delle tipicità come la "ciuìga", salame povero oggi ricercatissimo, o alle molteplici varietà dei formaggi di malga di cui il Trentino è ricco.

Aziende Agrarie o Cantine, come la Ferrari dei fratelli Lunelli di Trento, aprono le porte a incontri conviviali, mescolando sapientemente prodotti come il vino e l’olio d’oliva che in questa terra, estremo lembo di Mediterraneo a nord, trova una ricca e profumata produzione. I Pedrotti a Nomi, dove nascono e maturano in una grotta gli omonimi spumanti, l’Abate Nero della sponda trentina, la Cavit, una delle maggiori cantine vitivinicole italiane che in Maso Toresella al lago di Toblino ha la sua sede di rappresentanza, la cantina di Mori Colle Zugna, l’Agraria di Riva del Garda (cantina e frantoio), la grande cantina di Mezzacorona fino a Maso Warth, dove l’ex campione di ciclismo Francesco Moser oggi si dedica alla sua passione di viticoltore.

Ciò che più caratterizza la produzione vitivinicola trentina è ben rappresentata dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, dove oltre cento ettari di terreno sono coltivati a vite e melo. Qui la cantina e la distilleria svolgono un valido ruolo di supporto alle attività sperimentali, didattiche e dimostrative svolte dagli altri centri che in questo Istituto trovano sede ideale. Le visite, possibili in ogni azienda, vanno preventivamente concordate.

Cultura

La Rocca di Riva

Sede del Museo Civico, la Rocca risale al 1124, quando si trovano le prime note in merito alla costruzione di un “castrum novum”. Con quattro torri angolari, sede anche della Pinacoteca, si trova in pieno centro della città e si può ammirare sui quattro lati: est, nord e ovest passeggiando attorno all’antico fossato; a sud un grande parco alberato che confina con il lago. Vi si accede dall’antico ponte levatoio. Chiuso il lunedì in periodo invernale, aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18 tutti i giorni (lunedì compreso) da luglio a settembre.

Castello di Arco

La rupe col castello, le cui pareti conservano ancora i resti delle cannonate dell’esercito di Napoleone Bonaparte, domina l’intero territorio del Garda Trentino. Delle quattro porte di accesso iniziali oggi è visibile solamente quella di “Transfora” (o Stranfòr), anticamente dotata di ponte levatoio. Riprodotto in un acquerello di Albrecht Dűrer esposto al Louvre, il castello di Arco è il simbolo stesso della città con il suo ciclo d’affreschi profani del Trecento che raffigurano dame intente a giocare a scacchi. Apertura: da aprile a settembre dalle 10 alle 19.

Castel Drena

Una torre merlata alta trenta metri è il simbolo dominante di questo maniero con vista dall’alto sulla piana delle Marocche (un fenomeno glaciale) di Dro e il Garda trentino. Sotto le sue mura scorre il Rio Salagoni, stupendo canyon attrezzato con una via ferrata. Di costruzione romanica, in chiara posizione strategica tra le valli del Sarca e di Cavedine (chiuso il lunedì), è visitabile tutto l’anno ed è sede di numerose mostre ed esposizioni di artisti locali.